C/da Suverette 18, 87047 San Pietro in Guarano (CS) P.IVA 02960640783

email: info@oleificiosanbenedetto.it     
Cell. 3494647226

#oleificiosanbenedetto

Image Alt
  /  Alimentazione e salute   /  Come scegliere un olio di oliva di qualità? Guida all’acquisto

L’olio extra vergine di oliva è un’ingrediente fondamentale della dieta mediterranea; grazie alle sue innumerevoli proprietà è considerato un vero e proprio elisir di lunga vita.

La scelta di oli vegetali presenti sul mercato è molto vasta e ovviamente non tutti si equivalgono sia per proprietà organolettiche (che condizionano il gusto finale di quello che mangiamo) sia per effetti benefici sull’organismo. Come si fa allora a scegliere quello giusto? Cosa si deve tenere in considerazione al momento dell’acquisto?

Consigli pratici per la scelta del miglior olio di oliva

Bisogna per prima cosa distinguere le diverse classi di olio di oliva:

  • Olio extra vergine di oliva: è l’olio migliore di tutti sia a livello di gusto che di effetti benefici sull’organismo. Viene prodotto dalla prima spremitura delle olive, esclusivamente mediante processi meccanici e senza nessun processo di raffinazione. Ha un’acidità non superiore allo 0,8%;
  • Olio vergine di oliva: viene prodotto dalla spremitura meccanica delle olive, non subisce processi di raffinazione ed ha un’acidità superiore a quella dell’olio extra vergine di oliva (1-4%), quindi conserva solo alcuni dei suoi aromi e sapori naturali.
  • Olio di oliva: è l’olio che si trova in abbondanza sugli scaffali dei supermercati. Di solito è un olio misto, composto di olio vergine di oliva mescolato con olio d’oliva raffinato, di qualità inferiore.
  • Olio di sansa: è un olio che ha subito molti processi di raffinazione, in pratica rappresenta ciò che resta dopo aver spremuto completamente l’oliva. È un prodotto di bassa qualità e molto economico.

Oltre al tipo di olio di oliva, durante l’acquisto, bisogna tenere in considerazione anche altre caratteristiche:

  1. Scegliere bottiglie e/o confezioni scure: uno dei problemi principali dell’olio nel tempo è l’irrancidimento, un processo di degradazione ossidativa che viene accelerato dalla luce solare. L’utilizzo di confezioni scure aiuta a prevenire il processo di ossidazione dell’olio e quindi rallentare il processo di deterioramento.
  2. Evitare olio a basso costo del supermercato: bisogna non lasciarsi abbindolare dalle offerte o da prezzi low cost del supermercato. Un olio extra vergine di oliva di qualità ha un costo non inferiore ai 7€ – 11€ al litro, un costo più basso è indicativo di un olio misto che non presenta nessuna delle caratteristiche e proprietà di un vero extra vergine.
  3. Etichetta: l’etichetta rappresenta una garanzia di qualità di un olio. extra vergine di oliva. L’etichetta  deve indicare bene marchio, processo produttivo, luogo di produzione e caratteristiche del prodotto. L’etichettatura dei prodotti alimentari deve rispettare 3 caratteristiche fondamentali: essere chiara, leggibile e indelebile. Per quanto riguarda l’olio extravergine, ad esempio, devono riportare nome del prodotto, denominazione di vendita, volume nominale e data di scadenza entro cui consumarlo.
  4. Scegliere olio di oliva biologico: la certificazione BIO è sempre una garanzia, non tanto sulla qualità del prodotto, quanto sul fatto che sia sano. Comprare un olio extravergine biologico significa sapere che è frutto di un’agricoltura più naturale, in cui non sono stati usati prodotti chimici. L’olio bio sarà di qualità superiore e non conterrà tracce di pesticidi e di sostanze potenzialmente dannose. Inoltre i grandi produttori di olio potrebbero ricorrere a correttori chimici per nascondere l’acidità dell’olio;
  5. Olio d’oliva spremuto a freddo: La spremitura a freddo consente di mantenere inalterate le caratteristiche nutrizionali e fisiche dell’olio extravergine di oliva, conservando intatte le proprietà e potenziando i benefici che ne derivano una volta consumato. La prima spremitura a freddo fa riferimento alla temperatura della pasta delle olive frante, che non deve superare i 27° gradi nella fase di gramolatura.

Post a Comment